come affumicare la carne

Come affumicare la carne in maniera semplice a casa

Un tempo l'affumicatura era un metodo di conservazione. Oggi è una delle tecniche di cottura che conferisce un aroma molto particolare all'alimento, in particolare alla carne.

In questo approfondimento con i nostri esperti di D&D Foods andiamo alla scoperta di questa tecnica e scopriamo come affumicare la carne in maniera semplice a casa.

L'affumicatura infatti rende davvero unico il taglio di carne: oltre a conferire un aroma particolare, la lenta cottura la rende davvero tenerissima. Una vera delizia per il palato!

Scegliere il legno e la marinatura giuste: come affumicare la carne

Prima di avventurarsi con il processi di affumicatura della carne è bene fare attenzione a determinati passaggi. In questo approfondimento vogliamo darti qualche consiglio che ti consentirà di ottenere un piatto prelibato in poche mosse.

Innanzitutto il passaggio preliminare per assicurarsi un'affumicatura degna da ristorante stellato è la scelta del legno. I fumi derivanti dalla combustione modificano le caratteristiche organolettiche del taglio di carne: si può quindi conferire un aroma più deciso o più delicato.

Ad esempio il legno di ciliegio è considerato il legno ideale per l'affumicatura. In alternativa si possono utilizzare:

  • faggio, melo, arancio, pruno per un sapore più delicato
  • quercia, gelso, frassino, noce per chi ama i sapori più intensi e marcati
  • rametti di piante aromatiche come rosmarino, salvia, timo, alloro per un aroma più tradizionale

La scelta del legno deve essere fatta in maniera oculata e attenta. Piccole distrazioni possono compromettere il risultato finale:

  • il legno non deve essere resinoso
  • non deve essere in alcun modo trattato con sostanze chimiche
  • deve essere in buone condizioni, non umido o ammuffito

Marina la carne per un'affumicatura perfetta

Per dare un boost di sapore in più vi consigliamo di marinare il taglio di carne con un mix di sale e zucchero. Una volta trascorse circa 8-10 ore potete aggiungere altri aromi o spezie. Qui vi diamo 5 spunti per effettuare una marinatura con i fiocchi.

L'importante è che prima di affumicare la carne questa venga pulita con acqua corrente e asciugata.

Affumicare la carne a casa: 3 metodi

Se pensavate che l'affumicatura fosse una tecnica complicata o ad uso esclusivo di ristoranti, vi sbagliavate. In commercio esistono molti macchinari e dispositivi specifici per effettuare una affumicatura professionale anche a casa. In realtà questa può essere effettuata anche con semplici strumento che abbiamo comunemente in casa: un forno, un wok o un cestello a vapore. 

Nella prima tecnica in realtà il forno serve solo a ricreare un ambiente chiuso. Si può utilizzare una semplice pentola con i buchi sul fondo dentro cui abbrustolire erbe aromatiche, zucchero e il legno, posizionata nel ripiano più basso, una teglia di ghiaccio in quello intermedio e la carne nel ripiano più alto. Le 4 ore di "cottura" faranno il resto.

La tecnica di affumicatura con wok e con il cestello a vapore sono simili: nella parte bassa si posizionano la carbonella ecologica, le erbe e gli aromi mentre su una gratella sopraelevata si posiziona la carne.

Per ulteriori info e consigli su come affumicare la carne e altre curiosità continua a seguire il nostro blog. Se cerchi un'azienda professionale che produca carne di qualità contatta D&D Foods: dai nostri laboratori solo carne di qualità 100% italiana.


cottura carne sottovuoto

Cottura carne sottovuoto: vantaggi e proprietà di cuocere a bassa temperatura

La cottura della carne sottovuoto e a bassa temperatura non è solo una tendenza ma una tecnica che conferisce alla carne un gusto e una morbidezza in più.

In un precedente approfondimento abbiamo parlato di quanto la conservazione sottovuoto della carne sia particolarmente efficace per conservare tutte le proprietà organolettiche del prodotto e allungarne i tempi di conservazione. Oltre a ciò che già abbiamo detto, c'è un vantaggio in più: la cottura della carne sottovuoto può essere effettuata direttamente negli stessi sacchetti, a patto che questi siano stati pensati per resistere a diverse temperature.

In particolare la carne sottovuoto si presta alla cottura a bassa temperatura, una tecnica facilmente riproducibile anche a casa utilizzando:

  • termometro o sonde alimentari;
  • contenitore per il bagno termostatico;
  • forno che abbia la funzione di cottura a vapore o a bassa temperatura.

Nel nostro approfondimento con gli esperti di D&D Carni di Razza Piemontese scoprirai tutte le proprietà e i vantaggi della cottura a bassa temperatura.

I vantaggi della cottura a bassa temperatura

La cottura della carne a bassa temperatura avviene a temperatura costante al di sotto dei 100°, generalmente tra i 45 e il 48 gradi. Le basse temperature hanno il vantaggio di mantenere la morbidezza del taglio di carne e soprattutto di non disperdere i succhi.

La premessa è quella di partire da un taglio di carne di qualità che abbia già acquisito gusto e morbidezza grazie a una buona frollatura. Inoltre il tipo di allevamento e di nutrizione riservata all'animale influiscono sulla qualità della materia prima: tutti i nostri bovini adulti provengono da piccole medie aziende piemontesi dove i percorsi nutrizionali avvengono attraverso metodi tradizionali.

Le carni rosse si prestano particolarmente alla cottura a bassa temperatura. Vediamo qui i suoi vantaggi:

  • le proprietà nutritive, i sapori e i gusti vengono conservati all'interno del sacchetto a diretto contatto con l'alimento;
  • il taglio di carne viene cotto direttamente nel sacchetto sottovuoto in assenza di ossigeno; questo a ha un duplice vantaggio: i batteri non possono intaccare l'alimento e i tempi di conservazione sono maggiori rispetto a una cottura normale;
  • con un cottura lenta e a bassa temperatura il calore ha il tempo di penetrare bene fino al cuore dell'alimento;

Cottura carne sottovuoto: due modalità

La cottura della carne sottovuoto può avvenire secondo due modalità differenti: cottura indiretta e cottura diretta.

La cottura diretta consiste nel sigillare il taglio di carne riponendolo sottovuoto e aggiungendo nel sacchetto tutti i condimenti. L'alimento viene riposto nel forno o nel contenitore per bagno termostatico per la cottura vera e propria. A questo punto può essere consumato immediatamente oppure abbattuto per essere consumato in un secondo momento.

La cottura indiretta prevede una previa cottura della carne per poi abbattere la temperatura e procedere con la cottura in sottovuoto spinto a bassa temperatura.

Contattaci per maggiori informazioni sulla cottura della carne sottovuoto. 


marinare la carne

5 diversi modi per marinare la carne

La marinatura della carne è un passaggio fondamentale se si vogliono esaltare gusto e sapore. Ecco tutti alcune idee da D&D per eseguirla a regola d'arte.

Se un tempo marinare la carne era il metodo unico e migliore per conservarla il più a lungo possibile, oggi è diventato un trucco per esaltarne le qualità organolettiche. Farlo nel modo giusto e con i giusti ingredienti consente di ammorbidire le fibre, rendendo il taglio più morbido in fase di cottura.

Alcune cotture si prestano maggiormente ad una previa marinatura della carne: si pensi ad esempio alla griglia, in cui la parte grassa della carne tende a colare. In questo caso vi è bisogno di integrare con ingredienti grassi per evitare di un prodotto finito eccessivamente secco.

Oggi noi di D&D vogliamo darvi 5 spunti per realizzare una buona marinatura.

L'importanza della marinatura per la carne

Ottenere una carne saporita e allo stesso tempo morbida non è cosa semplice. Spesso durante la cottura il taglio diventa asciutto e tutti suoi sapori si perdono. In questo arriva in soccorso la marinatura.

Si tratta di un'operazione piuttosto semplice che consiste nel mettere tutti gli ingredienti scelti in un grande recipiente per poi immergervi la carne. Tempi e ingredienti dipendono dal tipo di carne: la marinatura è un'operazione delicata in quanto si potrebbe rischiare di coprire il gusto della carne al posto di valorizzarla.

Una cosa è certa: l'elemento grasso non deve mai mancare in una buona marinata. Questo può essere costituito da olio extravergine di oliva o burro, l'importante è che il taglio di carne non diventi secco al fine di ottenere un prodotto morbido e tenero anche dopo la cottura.

In aggiunta una marinata deve comprendere anche un acido e delle spezie, dal sapore più o meno deciso.

Ad esempio per le carni di selvaggina, che sono caratterizzate da un sapore selvatico non da tutti gradito, è possibile smorzare il gusto forte della carne con una marinatura a base di sale, che intenerisce la carne, e spezie quali alloro, bacche di ginepro, pepe, chiodi di garofano, vino rosso.

5 idee per marinare la carne

Carni più delicate necessitano di una marinatura più delicata, magari fatta da vino bianco, rosmarino, pepe, aglio. Ecco qui 5 combinazioni per non sbagliare:

  • marinata al vino rosso con olio, aglio, timo, sale, pepe, adatto per bistecche o cacciagione; 3 ore dopo avrete un taglio di carne super saporito;
  • il pollo e la carne bianca si adattano a una marinatura con birra, timo, salvia, pepe e rosmarino; 2 ore sono sufficienti per intenerire la carne;
  • carni dal sapore più delicato si possono marinare con il vino bianco, arricchito da bacche di ginepro, pepe e aglio;
  • una marinatura molto semplice per la carne di maiale: aglio, rosmarino, pepe e olio;
  • chi volesse ricercare un sapore più deciso e particolare la marinata con whiskey, spezie e zucchero è perfetta: basta far sciogliere lo zucchero con sale, timo, aglio, cumino e cannella e ricoprire la carne con questa marinatura.

Ricordiamo che la marinatura deve essere un valora aggiunto alla carne e non nasconderne i sapori. Partendo da una carne di qualità metà dell'opera è già compiuta e basterà solo aggiungere quel pizzico in più per renderla straordinaria.

D&D offre ai propri clienti tutta la bontà e la qualità di cui ti puoi fidare. Contattaci per scoprire i nostri tagli di carne italiana. 


marezzatura della carne bovina

Marezzatura della carne: cos'è e perché è sinonimo di pregio

Nell'approfondimento di oggi tutto quello che serve sapere sulla marezzatura della carne bovina. Si tratta di un segno di pregio in grado di dare una marcia in più al taglio di carne.

Quando vai dal macellaio o al banco frigo del supermercato tendi a scegliere carne magra? Questa è una tendenza sempre più diffusa negli ultimi anni, spesso accompagnata dalla credenza che la presenza di grasso all'interno della carne sia causa di obesità, diabete o problemi cardiovascolari. Noi di D&D Foods vogliamo sfatare questo mito. La marezzatura infatti è al contrario un segnale di pregio di un taglio di carne e in questo approfondimento vedremo perché.

Cos'è la marezzatura?

In gergo tecnico la marezzatura è la presenza di infiltrazioni e venature di grasso tra il tessuto muscolare dell'animale. Alla vista queste appaiono di colore bianco e sono un indicatore della qualità della carne, oltre che di un ottimo processo di allevamento e nutrizione dell'animale.

D&D Foods sa quanto la qualità della materia prima, in particolare della carne, sia fondamentale per la salute e per godere di un prodotto gustoso. Quando si sceglie un taglio di carne è bene accertarsi che sia presente un minimo di marezzatura perché questo è un ulteriore indicatore di salute dell'animale e della sua corretta nutrizione in allevamento.

In particolare le nostre carni provengono da Fassone Piemontesi allevate tra le provincie di Cuneo e Torino. Supervisioniamo personalmente il percorso nutrizionale degli animali, che vengono nutriti con un'alimentazione ad alto contenuto di mais, orzo, fieno, soia e vitamine e sali minerali aggiunti.

L'importanza della marezzatura in fase di cottura

Se alla vista la presenza di grasso potrebbe non essere molto invitante, durante la cottura fa davvero la differenza.

Una buona marezzatura incide su due fattori principali della carne: il sapore e la tenerezza.

Il grasso infatti è la parte più saporita, che sciogliendosi con il calore della cottura da alla carne un gusto ricco e deciso. Non solo: il grasso incide sulla tenerezza della carne. Quante volte sarà capitato con un taglio di carne magro che questo dopo la cottura risultasse duro e stopposo. Una buona marezzatura evita tutto questo; il grasso che si scioglie dona morbidezza e tenerezza alla carne.

Una carne di qualità deve possedere una minima percentuale di marezzatura, come i tagli di Fassona Piemontese di D&D Foods. Contattaci per maggiori informazioni. 


etichette carne confezionata

Etichette carne confezionata, cosa prevede la normativa

La sempre maggiore richiesta di carne di qualità, sicura e italiana da parte dei consumatori ha portato a un aggiornamento della normativa che ha revisionato le etichette della carne confezionata.

Quando il consumatore va al supermercato, dal macellaio di fiducia o a cena in un ristorante, si aspetta di trovare carne buona, controllata e italiana. L'unico modo che abbiamo per accertarci della provenienza e della qualità di ciò che siamo acquistando è consultare l'etichetta della carne confezionata.

La normativa sia europea che nazionale sono piuttosto stringenti in merito ad etichettatura carne. Noi di D&D Carni di Razza Piemontese siamo esperti nella selezione di carni di qualità 100% italiana e abbiamo dedicato questo approfondimento agli aspetti normativi a cui ogni produttore di carne confezionata deve sottostare.

La normativa sulle etichette della carne confezionata

Le carni bovine fresche, congelate e surgelate, anche quelle preincartate, devono riportare sull'etichetta specifiche diciture. La norma di riferimento è la UE 1169/2011, ulteriormente specificata e aggiornata dal DM n. 876 del 2015.

L'obiettivo dell'etichettatura è rendere il consumatore finale quanto più consapevole possibile. La nostra linea di produzione serve principalmente supermercati indipendenti, macellerie, grossisti ma anche ristorazione di alta gamma. Le etichette riportate sui nostri prodotti sono la prova della tradizionalità della nostra filiera produttiva che si rivolge ad aziende locali piemontesi per la fornitura di carne.

L'importanza della tracciabilità riguarda l'indicazione di ogni processo a cui è stato sottoposto l'animale, dal tipo di allevamento, ai paesi di nascita e macellazione, alle specifiche dell'animale.

L'indicazione dell'origine della carne era inizialmente obbligatoria solo per la carne bovina. Con l'aggiornamento del regolamento del 2013 questo dato è divenuto obbligatorio anche per l'etichettatura della carne di pollo, maiale e agnello.

Tutt'oggi rimangono escluse dall'obbligatorietà le carni di cavallo, coniglio e lepre.

Indicazioni obbligatorie e non

In un precedente approfondimento avevamo già chiarito come si legge l'etichetta della carne  specificando quindi anche quali dati vi erano riportati. Eccoli brevemente di seguito:

  • nome dell'alimento
  • elenco ingredienti ed eventuali coadiuvanti
  • peso netto
  • scadenza
  • modalità di conservazione
  • dati sul produttore
  • luogo di origine, allevamento e macellazione della carne

Ci sono però anche alcune alcuni parametri per i quali la normativa non entra i merito. Stiamo parlando nello specifico della dichiarazione nutrizionale; le carni preimballate infatti sono considerati prodotti non trasformati e quindi costituiti da un solo ingrediente. Anche l'età e il sesso dell'animale non sono tra i dati obbligatori da riportare sull'etichetta.

Scopri di più sulla nostra linea di imballaggio ed etichettatura della carne confezionata. Contattaci cliccando qui. 


costata di carne perfetta

Cucinare una costata perfetta. Ecco gli errori da evitare

Quando si ha a che fare con materie prime di qualità, come carne fresca e di prima scelta, bisogna saper trattare il prodotto e aver utilizzare i giusti strumenti per incorrere in errori.

Nell'approfondimento di oggi parleremo di costata, la regina delle bistecche, ricavata dalla lombata del bovino adulto. La costata che sia con il classico osso o senza, è particolarmente saporita e perfetta da cuocere alla griglia o in padella.

Noi di D&D Foods siamo specializzati in carne bovina di razza piemontese. Selezioniamo accuratamente gli allevamenti da cui proviene la carne che poi macelliamo e sezioniamo, per mettere sul mercato i migliori tagli di carne.

Cucinare una costata a regola d'arte può sembrare semplice ma in realtà il confine tra una bistecca perfetta e una troppo cotta, troppo secca o cruda, è molto sottile. Con i 5 consigli di D&D Foods le vostre costate saranno sempre perfette.

1. Sbagliare i tempi di cottura e la temperatura

Si tratta dei due fattori che possono compromettere la buona riuscita della ricetta e trasformare quindi un taglio di qualità in un disastro completo. Quando si cuoce una costata il risultato che si vuole ottenere è una bella crosticina esterna e una morbidezza inconfondibile all'interno.  i chiama in gergo reazione di Maillard.

La padella deve raggiungere i 140 gradi per garantire una corretta rosolatura esterne mentre attraverso un termometro a sonda si può misurare la temperatura interna della carne. In fatto a tempi di cottura, ognuno ha le sue preferenze e avevamo già dedicato un precedente approfondimento all'argomento.

2. Cuocerla fredda

Valorizzare la materia prima è il primo passo per ottenere un risultato altrettanto di qualità. Per evitare una cottura sbagliata, la carne, quindi anche la costata, va fatta riposare qualche ora a temperatura ambiente in modo che le sue proprietà organolettiche si sprigionino al massimo.

Altro errore è quello di non asciugare bene il taglio di carne. L'acqua e l'umidità infatti sono nemiche della cottura e non consentono di raggiungere la reazione di Maillard.

3. Scegliere la padella sbagliata

Non c'è modo peggiore di rovinare una costata che scegliere la padella sbagliata. La costata da il meglio di sé sulla griglia o barbecue ma se non si ha a disposizione di può sempre utilizzare una bistecchiera in ghisa o ferro, leggermente unta per evitare che la carne si attacchi.

In alternativa si può anche marinare direttamente la carne, ma senza esagerare per non coprire il suo gusto originale.

4. Eliminare il grasso

Il grasso è una delle caratteristiche principi che possiamo trovare in una costata e in generale in un taglio di carne. Questo consente infatti di rendere la carne morbida e saporita in fase di cottura, evitando che secchi troppo. Quindi, mai eliminare il grasso!

5. Utilizzare il forchettone

A chi non è mai capitato di girare la carne utilizzando il forchettone? Si tratta di uno strumento molto utilizzato ma che è fortemente sconsigliato in quanto pungendo la carne e creando dei buchi si favorisce la fuoriuscita dei succhi. Di conseguenza la carne perde la sua morbidezza e il suo gusto. In alternativa si possono utilizzare pinze e palette.

Ecco i nostri consigli per una costata coi fiocchi! Per maggiori informazioni sulla nostra linea produttiva contattaci cliccando qui. 


Fassona piemontese razza di carne

Fassona piemontese: tutto quello che serve sapere su questa razza bovina

Tutta Made in Italy, la Fassona piemontese è una razza di bovino ormai rinomata e pregiata per la sua carne dalle caratteristiche uniche.

Il Piemonte e in particolare la zona tra Cuneo e Torino può vantare tra le sue prelibatezze anche una razza di bovino unica nel suo genere. Non a caso si parla di Fassona piemontese.

Stiamo parlando di un esemplare le cui caratteristiche fisiche danno origine a una carne magra e allo stesso tempo molto tenera. Nel nostro approfondimento odierno noi di D&D vi spiegheremo tutto quello che serve sapere su questa razza di bovino. Entriamo subito nel vivo dell'argomento.

Cenni legati all'origine

A livello storico la Fassona ha origini non troppo certe. Potrebbe essere stata portata in Piemonte a seguito delle migrazioni Ariane. Se inizialmente questa razza era utilizzata per i lavori rurali, intorno agli anni 50-60 la sua funzione era duplice; veniva infatti utilizzata sia per produrre latte che carne.

Oggi l'allevamento della Fassona è destinato unicamente alla produzione di carne di qualità. Le sue proprietà organolettiche e di gusto sono conosciute in tutto il mondo e le sue carni vengono utilizzate per le preparazioni più rinomate.

Le sue caratteristiche morfologiche

La Fassona piemontese è una razza che si distingue morfologicamente da tutte le altre. Il suo mantello vira tra il color grigio e gradazioni più scure, diventando quasi bianco in età adulta.

La sua vera caratteristica peculiare è relativa alla muscolatura. Si riconosce peer la doppia coscia e la groppa doppia. Ne deriva che la resa in fase di macellazione è ottimale e permette di ricavare molti tagli da un solo animale: filetti, ossobuco, spalla, lingua, coda, quinto quarto, sottofiletto.

Perché è una carne di qualità?

La qualità della carne di Fassona piemontese è riconosciuta non solo in Italia ma anche a livello internazionale. La presenza di grandi masse muscolari che caratterizzano questa razza potrebbe portare a pensare che si tratti di una carne dura.

Al contrario stiamo parlando di una carne tenera, povera di grassi, ricca di acidi grassi polinsaturi e dal sapore raffinato. Il segreto della magrezza di questa carne non sta nel grasso (che si aggira intorno all'1%) ma piuttosto nella trama debole del tessuto connettivo. 

A livello di preparazioni la troviamo impiegata sia per preparazioni cotte come hamburger, brasati e bolliti ma è una carne ottima per essere consumata anche cruda in tartare e battuta al coltello.

La qualità della carne lavorata da D&D è garantita da una scelta minuziosa delle piccole-medie aziende agricole piemontesi da cui ci riforniamo. Controlliamo personalmente i percorsi nutrizionali seguiti dagli animali e selezioniamo per lo più esemplari di femmine adulte, superiori a 30 mesi.

Scegli la bontà unica della carne di qualità di Fassona piemontese. Contattaci per conoscere la nostra linea di produzione. 


conservazione sottovuoto della carne

L'importanza della conservazione sottovuoto per la carne

La tecnica di conservazione sottovuoto si è sempre più diffusa negli ultimi anni, per ogni genere di alimento e in particolare per la carne.

La carne fa parte di quegli alimenti delicati a cui ogni consumatore deve far attenzione per quanto riguarda conservazione e mantenimento. Si sa che la carne fresca non gode certo di una lunga conservazione in frigorifero, per questo la conservazione sottovuoto arriva in soccorso.

Capita sempre più spesso anche nei banconi del supermercato di vedere tagli di carne sottovuoto e non di rado molte persone si attrezzano in casa con macchine sottovuoto. Tale tecnica ha infatti rivoluzionato il mantenimento degli alimenti.

In questo approfondimento con gli esperti di D&D Carni di razza Piemontese, vedremo come mai è così importante la conservazione sottovuoto. Addentriamoci subito nell'argomento.

Cosa fa il sottovuoto

Il sottovuoto permette di mantenere inalterati gusto, sapore e freschezza degli alimenti aumentandone notevolmente la durata di conservazione, prevenendo la proliferazione di batteri e l'ossidazione.

In questo modo tutte le proprietà organolettiche restano esattamente uguali, come se il prodotto fosse stato comprato il giorno stesso. Gli alimenti, come la carne, vengono posti all'interno di sacchetti atossici, resistenti alle basse temperature, poi svuotati di tutta l'aria e sigillati ermeticamente con la macchina sottovuoto.

La mancanza di ossigeno all'interno del sacchetto evita la proliferazione di batteri e muffe e l'alimento si conserva fino a 5 volte più a lungo.

Possiamo così riassumere i vantaggi del sottovuoto:

  • minore spreco alimentare e conseguente risparmio economico
  • ottimizzazione degli spazi in frigorifero
  • cibi più sicuri perché si riduce la carica batterica
  • mantenimento delle proprietà organolettiche, vitamine e sali minerali

Perché conservare la carne sottovuoto

Come già accennato nel paragrafo precedente, i vantaggi della conservazione sottovuoto sono numerosi, soprattutto quando si parla di alimenti freschissimi come la carne.

In media la carne in frigorifero ha una durata che non supera i 2 giorni. Con il sottovuoto la sua conservazione arriva fino a un massimo di 8 giorni; per non parlare della congelazione della carne sottovuoto, che può arrivare fino a 15 mesi! Se volete approfondire la durata della carne sottovuoto, abbiamo già dedicato un approfondimento che potete leggere qui.

Il confezionamento sottovuoto consiste anche in un controllo quasi maniacale della filiera della carne. L'etichetta infatti è la fase finale di questo processo, che racconta la storia del taglio di carne dall'allevamento alla sua macellazione. Saper leggere l'etichetta è un gran vantaggio per il consumatore, che in questo modo ha la garanzia di ciò che porta in tavola. Ne abbiamo parlato qui. 

Noi di D&D Carni di razza Piemontese nel nostro laboratorio di carne ci occupiamo di ogni fase della lavorazione del taglio di carne, dal disosso al confezionamento sottovuoto. Per i nostri tagli di carne italiana rigorosamente piemontese scegliamo proprio questo metodo di conservazione che permette di far arrivare nella filiera commercial e sulle tavole dei nostri cliente carne sempre fresche.

Scegli carne 100% italiana, conservata sottovuoto e di qualità. Contattaci per maggiori informazioni. 


mangimi per bovini

Mangimi per bovini: l'importanza di un percorso nutrizionale di qualità per gli animali

La qualità della carne viene non poco influenzata dai mangimi per bovini con cui si nutrono gli animali e dal tipo di allevamento in cui crescono.

Tutte le fasi che poi portano ad ottenere il taglio di carne finale, che giunge sulle tavole degli italiani, determinano la qualità della carne stessa. Per questo per chi alleva e per chi lavora carne è importante verificare i mangimi per bovini e in generale il benessere dell'animale. É quello che fa -e che si propone sempre più di fare- D&D, l'azienda a conduzione familiare gestita oggi da Davide Taricco, al fine di mantenere sempre alti standard di qualità.

La carne Made in Italy è sempre più richiesta; D&D si impegna ad immettere sul mercato solo carne di qualità rigorosamente piemontese, curando scrupolosamente tutta la filiera produttiva.
In questo approfondimento vi spiegheremo come i mangimi per bovini di qualità possono rendere la carne migliore, saporita e dalle caratteristiche organolettiche uniche.

I migliori mangimi per bovini

Il benessere dell'animale e il suo foraggio non sono un elemento da sottovalutare per ottenere un prodotto finale buono.
La qualità della carne può essere considerato a tutti gli effetti come un processo che parte proprio dal tipo di mangimi per bovini con cui vengono nutriti gli animali nelle diverse fasi della loro vita, dallo svezzamento all'ingrasso.

Innanzitutto dobbiamo fare una distinzione tra i diversi tipi di allevamento (e di conseguenza di foraggio):

  • grass fed - significa che il bovino è stato allevato prevalentemente all'aperto al pascolo. Le carni saranno particolarmente saporite visti i nutrienti presenti naturalmente nell'erba ma meno morbida dato che il bovino sviluppa maggiormente la massa muscolare;
  • allevamento in stalla - si tratta di uno dei metodi più tradizionali che consente di ottenere una carne più morbida in quanto gli animali non sono sottoposti a particolare attività motoria;
  • allevamento all'aperto e in stalla - tipologia di allevamento che mixa le due precedenti e consiste in un primo periodo di pascolo e una fase di finissaggio finale in stalla per far in modo che la carne assuma grasso.

Ma quali mangimi sono i migliori? Nel caso in cui il bovino sia allevato in stalla, anche solo per il periodo di finissaggio, l'allevatore deve provvedere a un'alimentazione ricca e naturale, che rispetti le esigenze nutritive dell'animale e dia alla carne tutte le proprietà nutrizionali necessarie all'uomo. Tutti i bovini acquistati da D&D vengono allevati da piccole-medie aziende agricole collocate nella zona tra la provincia di Cuneo e Torino. Ci occupiamo personalmente di verificare i metodi di allevamento e i mangimi per bovini.

L'alimentazione dei nostri bovini prevede per una gran percentuale l'utilizzo di cereali (come previsto dal sistema di produzione SQNZ Sistema di Qualità Nazionale Zootecnica) come mais, orzo e soia. la dieta del bovino non può poi prescindere da alimenti con alto tenore proteico come fieno o paglia. I mangimi per bovini vengono poi integrati con sali minerali e vitamine in modo da bilanciarne la dieta ed evitare carenze.

Scegli solo carne di qualità italiana, allevata con metodi tradizionali e mangimi per bovini naturali. Contattaci per maggiori informazioni sulla nostra linea di produzione. 

 


gallinella taglio di carne

Gallinella, taglio di carne di fassona piemontese

La gallinella, taglio di carne di seconda scelta, è tuttavia considerata una carne molto nobile, ottima per brodi e spezzatini.

La gallinella è un taglio di carne ricavato dalla parte inferiore della gamba del bovino. Si trova vicino allo stinco ed è costituito da muscoli: muscolo gastrocnemio laterale, muscolo gastrocnemio mediale, muscolo soleo, muscolo flessore superficiale delle falangi.

Tra le selezioni di tagli di Fassona piemontese lavorati da D&D troviamo anche la gallinella. La nostra carne proviene solo da allevamenti italiani situati in Piemonte, nella zona tra Cuneo e Torino. La qualità della nostra carne è certificata e garantita da un percorso nutrizionale attento a cui viene sottoposto l'animale. I nostri prodotti finiscono poi sulle tavole degli italiani attraverso la catena di grande e piccola distribuzione, oltre a ristoranti di alta gamma.

I nostri esperti di D&D sono qui per spiegarci tutto su questo taglio di carne: la gallinella.

Un taglio di seconda scelta ma molto pregiato

Come già anticipato, la gallinella di Fassona piemontese è un taglio di carne considerato di seconda scelta, ricavato dalla parte posteriore della zampa del bovino. Si tratta di un taglio abbastanza magro, con una percentuale di grasso intorno al 15% ma molto ricco di tessuto connettivo.

É un taglio apprezzato e conosciuto in tutta Italia, anche se - come sappiamo - prende un nome diverso a seconda della regione. A Belluno e Treviso forse lo riconoscete con il nome di Muscolo, a Padova come Scamonee, a Firenze come Piccione, a Palermo come Pisciuni di dietro. Insomma, ogni regione lo chiama in modo diverso ma le sue caratteristiche restano invariate.

Grazie alla frollatura di circa 10 giorni, la carne assume la giusta consistenza e la giusta morbidezza. A livello di valori nutrizionali si tratta di una carne con una buona percentuale di proteine (22%) e di umidità interna (74%).

La presenza delle fasce muscolari che avvolgono il taglio e la sua morbidezza caratteristica, rendono la gallinella particolarmente adatta ad essere cucinata arrosto o in umido. É adatto a cotture lente in casseruola magari sfumato con vino o pomodoro o accompagnato da verdure. Brasati, stufati, spezzatini e stracotti sono le ricette migliori per valorizzare questo taglio di carne. In Piemonte il bollito misto comprende anche la gallinella, accompagnata da salse e mostarde.

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