Quale futuro per la Fassona Piemontese?

D&D cerca di far fronte alla crisi di settore per soddisfare le esigenze dei clienti.

Tempo fa avevamo già parlato, con un’intervista a Davide Taricco su questo blog, delle problematiche che affliggono il settore primario ed in particolare l’allevamento di bovini. La ditta D&D srl, forte dell’esperienza maturata in anni di lavoro sul campo, ha tessuto una rete di collaborazioni di fiducia, che permettono all’azienda di fornire carne di qualità, con costanza e senza ammanchi. Tuttavia, la crisi di settore ha investito in modo particolare gli allevamenti di Fassona Piemontese e con il passare dei mesi la situazione va aggravandosi.

La razza Piemontese ha una crescita rapida e un fabbisogno nutrizionale specifico, che può risultare costoso da soddisfare. Gli allevatori devono garantire una dieta equilibrata per ottenere una carne di alta qualità, ma i costi per l'alimentazione e la gestione delle stalle possono essere elevati, soprattutto in periodi di crisi economica o di aumento dei prezzi delle materie prime.

Le condizioni climatiche stanno cambiando e questo ha un impatto sull'allevamento, in particolare per quanto riguarda la disponibilità di foraggi e pascoli. Le variazioni di temperatura le e precipitazioni incostanti possono influire sulla qualità del cibo per il bestiame e aumentare i costi legati alla gestione dei pascoli o all'acquisto di foraggi.

Il crescente interesse da parte dei consumatori e delle autorità per la sostenibilità e il benessere animale costringe gli allevatori ad adottare pratiche di allevamento che rispettino gli standard di benessere animale e che siano in grado di rispondere alle richieste di produzioni più etiche e sostenibili. Questo può comportare ulteriori costi e modifiche nei metodi di gestione.

Anche l'obbligo di garantire la tracciabilità della carne e di rispettare le normative sulla sicurezza alimentare può comportare un onere burocratico e gestionale significativo. Inoltre, sebbene la carne Piemontese sia molto apprezzata, gli allevatori devono fronteggiare la concorrenza di altre razze e di carni provenienti da altri paesi, che hanno dei costi inferiori sul mercato.

Tutte queste difficolta spingono gli allevamenti (anche quelli più strutturati, storici) a gettare la spugna. Certamente i giovani non trovano più interesse nell’intraprendere una strada lavorativa così rischiosa e instabile e, pur avendo tra le mani aziende di famiglia già ben avviate) preferiscono scegliere altre direzioni e tentare fortuna in altri ambiti professionali.

Quale sarà dunque il futuro della celebre Razza Piemontese? Le sfide relative ai costi, alla gestione, alla sostenibilità e al mercato competitivo sono insormontabili? “Certamente sarà necessario l’intervento degli Enti predisposti - ci spiega Davide Taricco della D&D srl - per analizzare nel dettaglio tutte queste problematiche, vagliare possibili soluzioni e individuare strade percorribili per evitare la fine di tante aziende agricole e di un mercato (come quello della carne) che oggi è già praticamente in ginocchio”.