TRATTATO DI MERCOSUR

Come difendere il mercato Europeo delle carni?

Dopo quasi Trent’anni di tira e molla, il 19 gennaio 2026 in Paraguay è stato ufficialmente firmato l’accordo tra l’Unione Europea e i Paesi del Mercosur (Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay, che costituiscono il principale blocco economico dell’America del Sud). È uno dei più grandi accordi commerciali mai siglati.

Secondo le stime di Bruxelles, le esportazioni europee verso il Mercosur potrebbero crescere del 39%, per un valore vicino ai 49 miliardi di euro l’anno, con ricadute positive su crescita e occupazione (fonte Europa Today). La presidente Ursula von Der Leyen si è detta entusiasta di questo nuovo grande traguardo, che, sempre secondo la Premier, porterà da ambo le parti maggiore stabilità economica e rafforzerà i rapporti politici tra i Paesi coinvolti.

Ma qual è il risvolto della medaglia, nel concreto? “Pian piano gli effetti di questo trattato si ripercuoteranno su tutto il territorio europeo e quindi anche a livello nazionale - racconta preoccupato Davide Taricco della D&D srl di Marene (CN) - ancora una volta agricoltori e coltivatori sono messi in ginocchio e le istituzioni non fanno nulla per difendere il prodotto locale”. 

In effetti, se tra i sostenitori di questo accordo gli industriali sono sempre stati in prima linea, il settore agricolo europeo teme che il via libera all’importazione dall’estero di carni bovine, suine, uova, riso e molto altro possa danneggiare sensibilmente il mercato del prodotto locale. A questo proposito, ad esempio, gli allevatori francesi erano scesi in piazza per manifestare la loro disapprovazione. In risposta, nell’accordo sono state previste salvaguardie in caso di un aumento eccessivo di derrate agroalimentari in entrata, che possano turbare il mercato Ue. Ma certamente questo accorgimento non basterà.

I prodotti agroalimentari provenienti dal Mercosur, frutto di filiere che hanno standard di controllo e di qualità differenti da quelli richiesti dall’Unione Europea agli agricoltori ed agli allevatori del vecchio continente, approderanno sui mercati a prezzi molto bassi, non avendo dazi. 

Attenzione quindi a quello che arriverà nelle cucine e sulle tavole degli italiani. “Io non credo che questo interesserà il mercato di carni di alta qualità (dove si colloca il cliente Selezione Taricco), perché il ristoratore di alta gamma e la macelleria gourmet non scenderanno a compromessi. Prevedo però che tutto il comparto industriale legato alla produzione di hamburger, polpettoni, ripieni e simili approfitterà della possibilità di approvvigionarsi di carni estere con un notevole risparmio sulla materia prima, stimabile fino al 40%, certamente a scapito della qualità e del consumatore. Stesso discorso per la ristorazione di fascia medio bassa”.