UNA STORIA DI INCLUSIONE
Lamin, sottovuotista.
Tramite il centro di accoglienza di Marene, ubicato presso i Ramè, abbiamo conosciuto Lamin, un ragazzo extracomunitario originario del Gambia. Arrivato in Italia dopo mille peripezie, sacrifici e sofferenze, ha portato con sè la voglia di riscattarsi, desiderando ardentemente di lavorare per avere la propria autonomia. “Su insistenza di Teresa, la responsabile del Centro, ho accettato di fargli un colloquio. Non parlando la stessa lingua, non è stato facile capirsi, ma a volte uno sguardo vale più di mille parole - ci confessa Davide Taricco - Fin dal primo incontro ho subito apprezzato molto la sua educazione."
Lamin è entrato a far parte dell’organico della D&d nel settembre 2024 e, con passo prudente di chi nella vita ne ha già viste troppe, ha iniziato a lavorare in laboratorio, cercando di imparare un mestiere a lui sconosciuto. Con il giusto grado di umiltà e tanta buona volontà, ha saputo far gruppo con i colleghi. Nonostante la barriera linguistica, Lamin è sempre attento e cerca di capire quello che gli viene detto o chiesto.
Lamin oggi è sottovuotista. Si occupa anche di altre mansioni e si è rivelato una figura eclettica, che si spende volentieri per svolgere anche altre mansioni.
Il lavoro presso la D&D di Marene gli ha permesso di guadagnarsi da vivere onestamente e pertanto di potersi finalmente congedare dal Centro di Accoglienza. Con sua grande soddisfazione Lamin ha preso una casa in affitto a una decina di chilometri da Marene, che condivide con un connazionale. Non ha ancora la patente (sta cercando di prenderla, ma non è semplice) e ogni giorno viene puntuale al lavoro con la sua inseparabile bici elettrica.
Siamo orgogliosi di lui e del percorso di crescita, personale e professionale, che ha fatto in questi anni. Per noi è gratificante pensare di aver dato una mano ad una persona che ha lasciato la sua terra in cerca di fortuna, un uomo onesto e in gamba.

