La Fassona Piemontese per Secondi Piatti di alta gamma.

La cucina italiana è molto più di un insieme di ricette: è una storia collettiva fatta di territori, gesti tramandati, rispetto per la materia prima e ricerca costante dell’eccellenza. Il recente riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO (dicembre 2025) rappresenta una celebrazione di questi valori e, allo stesso tempo, una responsabilità: continuare a custodirli ed interpretarli con coerenza.

Per chi, come la D&D di Davide Taricco, opera ogni giorno nella selezione di carni con un elevato standard organolettico e qualitativo, questo riconoscimento ha un significato profondo.

La cucina italiana nasce dalla materia prima, senza scorciatoie. Ci sono ingredienti riconoscibili, filiere trasparenti e un legame autentico con il territorio.

La Fassona piemontese ne è un esempio emblematico: una razza autoctona che incarna perfettamente il concetto di eccellenza italiana. Carni tenere, magre, dal profilo nutrizionale equilibrato, capaci di esprimersi tanto nella semplicità di una battuta al coltello quanto nella complessità di una preparazione d’alta cucina.

Il riconoscimento UNESCO non celebra solo il passato, ma anche la capacità della cucina italiana di evolversi senza perdere identità. Oggi sono soprattutto i ristoratori di alto livello a farsi interpreti di questo dialogo tra tradizione e contemporaneità, scegliendo materie prime che abbiano una storia chiara e valori riconoscibili.

La carne di Fassona piemontese è sempre più presente nei menu che vogliono raccontare l’Italia autentica: una scelta consapevole, coerente con una cucina che mette al centro il gusto e il rispetto delle tradizioni più vere.

Per noi della D&D, essere parte della filiera della carne significa contribuire attivamente a questo patrimonio culturale.

Ogni taglio selezionato, ogni fornitura destinata a una macelleria o a una cucina professionale è un tassello di un racconto più grande: quello della cucina italiana come espressione viva di cultura.

Il riconoscimento UNESCO ci spinge continuare a lavorare con serietà, competenza e passione, affinché la qualità non sia un’eccezione, ma la norma. Perché la vera forza della cucina italiana sta proprio qui: nella capacità di trasformare l’eccellenza quotidiana in patrimonio universale.